Apposte, al limite
Anche un apostrofo, in fondo, è piacere
che replica luce e l'ombra parente
in copia di eventi - o voglia d'altrimenti -
che crepitano sui doppi vetri, scivoli di noi
- frastuoni in caduta i fraseggi in periodare, pare-
è identico il percorso, lo penso,
di sensi pure bizzarri, di spazi
in movenze di trame assurde ma
è dinamico l'abbraccio del racconto
se parla- apposte, al limite- a misure coerenti.
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Commenti (2)
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Aldo Bilato11 novembre 2012
la ombra e lo abbraccio, ringraziano... la luce, parente e apparentemente presente fugge dal periodare, che le metafore e le circonlocuzioni appesantiscono... la trama, cercando la misura per la quale ed il perché se ne frega: a quanto pare...
Splendido Leotta Michele12 novembre 2012
il meraviglioso esternato in quel che di giudizio costruisce accudisce lo spazio dei valori e condenza fra peltri di specchi, alibi degli stessi impiegando levia coerenza di misure estratte in apposte differenze come luce e ombra dentro un appariscente stesso guinzaglio... meravigliosa e molto bella

