Può ancora il tempo guarire

Ora la nebbia morbida
ricopre
un'antica nascosta tristezza
e si fanno
e disfanno i pensieri
sul grigio
e bruno impiantito.
Mano nostalgica
avanza indecisa
ristagna un istante,
sospesa.
Lo dicevano i gabbiani
appena venuti dal mare
che la libertà
è un'ansia di approdo.
Forse domani pioverà
su di noi
la cenere grigia
dei sogni.
Solo allora rimarrà
il timbro dei ricordi
sulla sgualcita carta
del cuore
trascinando
come vento di fronda
i rumori dei passi
e bisbigli di nomi
inchiodando i giorni
alla parete del tempo
per farne linfa di vita
nel pozzo dell'anima...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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Francesco Rossi13 dicembre 2012
il poeta in questa poesia di spiccata interiorità compie un esercizio genealogico dal significato in uso del vivere sociale di chi ha consapevolezza dell'essere.

