Per quello che ancora
E' da anacoreta, ci pensi
- sotto il segno del Capricorno, magari -
dare probabilità alla differenza:
bronchi accucciati, sonnambulo
mentre i ritardatari più avanti
e poi tutti i passi a dormire.
E il riso dei galli, le chiocciole
in gusci di costanza, i cucù, allora?
Che il tempo come uccello
curvasse nel so già, riscritto
vorrei
ora che stringe - lui - e si ritira
per quello che ancora...
per non aver paura
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Guevara27 settembre 2013
La paura si vince, forse, nell'essere diversi, nel non comune, nel distinguersi ... certamente meno nell'isolarsi .Di difficile interpretazione le tue poesie, molto ermetiche... ma tu sei una "solista" ed è giusto che tu sia te stessa.
Fiammetta Campione29 settembre 2013
Valorizzare le differenze, essere fuori dal coro, indubbiamente pongono la persona in una situazione di maggiore solitudine... e il tempo che passa fa più paure, forse... questo mi suggerisce, e condivido pienamente

