Oltre

Oltre quel muro vedo il mio vicino
intento come me a districarsi
nel quotidiano affanno ineludibile,
per renderlo men grave e percorribile.
Oltre quel colle vedo il sol nascente
che chiaro rende il giorno e dà vigore
agli esseri che sparsi sono in terra,
gioia godendo oppur facendo guerra.
Oltre quel mare, terre sconfinate,
pur se non viste, note sono alquanto
con gente che ha costumi assai diversi,
ma su comune suol tutti dispersi.
Nel cielo vedo punti luminosi:
la scienza dice che son tanti soli
di origine comune tutti quanti
e nell’immenso cosmo van vaganti.
Ma quando si fa fioca la certezza...
lo sguardo rivolgiamo su noi stessi:
legati tutti da un comune nodo
dove avranno i passi nostri approdo?
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Commenti (2)
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s
sergio garbellini3 ottobre 2013
Una riflessione molto profonda, sul cielo, sul mare, sui popoli ecc. usando un metro di prospettiva futura anche riguardo a se stesso e al suo futuro, l'autore in questa bellissima lirica ci coinvolge nella sua riflessione che è poi quella di tutti, con versi che investono il lettore, molto apprezzata per l'originalità.
carla composto4 ottobre 2013
spesso ci poniamo domande alle quali non possiamo dare una risposta esaustiva... bellissimi versi che ci portano a riflessione
