Infamia

Triste!... colui che lascia questo mondo
tirando dietro sé pesante ingombro
d’orrendi fatti e danni procurati
ad omini languenti e calpestati.
Eco perenne di un amaro grido
tremar farà la terra in che sue spoglie
con nausea e con disprezzo furon sciolte:
non fiori e mai preghiere a lui rivolte.
Stridor di denti e fiamme dell’inferno
a lui meglio sarebbe del fragore
con che l’umana stirpe lo bersaglia
e maldicente memore si scaglia.
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Commenti (3)
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Francesco Rossi4 novembre 2013
Purtroppo entriamo nel scontato e umano sentire, peccato che all'inferno non sentirà le fiamme perché il suo animo è già bruciato sulla terra e il corpo rimane sotto terra o murato o cenere. Colpirlo quando è in vita perché non possa nuocere all'umanità.
carla composto5 novembre 2013
bella incisiva lirica contro la cattiveria dell'uomo... che a volte non ha limiti ...intensa molto sentita
Leone Franco19 novembre 2013
Bellissima e profonda, soprattutto nel richiamo ai versi danteschi. Elogio alla cultura! Bravo!


