Bordi sorvolati
Eravamo lì, ed era
tempo d'erba smagrita, incline a corteccia
a chiedere verde a macchie di nulla.
Provvisorie. E le voci, poi, trasparenti
arrampicate su accenti di Spirito.
Ci abitavano bordi sorvolati, e quanti.
Dovremmo - dicesti - raccogliere vuoti,
precedere i nostri profili?
E non fu spreco quel sillabare troppo.
E come tenera è l'eco - su questa pagina - a memoria.
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Commenti (3)
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Clara Gismondi13 novembre 2013
Bella questa digressione nel passato... Con tenerezza ma mai ridondante... un fruscio è il ricordo nella mente... bella poesia!
Bruno Leopardi13 novembre 2013
Da al cuore la certezza che le cose di sostanza non sbiadiranno mai. Semmai col tempo, certi ricordi si fortificano. Leggerla è stato un riportarmi con il pensiero a momenti d'esistenza andati. Credo che anche questa è la forza della poesia. Bellissima.
Francesco Rossi14 novembre 2013
Un valore aggiunto quello dell'amicizia verseggiato mirabilmente dalla poetessa.


