Crune
Sono stanze invernali in semiombra
il nostro essere storia
non così loro, inquilini di devianze
per gasati silenzi tra il nulla e le stelle
- e passarono densi per camini
sospesi in fumi che sanno tornare -
per questo dite a rifatte renitenze
quali fiabe di spettri o solo il finale, dite
e a chi sigillò gli sguardi
universi di crune da attraversare.
Perdonerete?
" Ma qua non possono entrare" - si sente. Già.
E' di nuovo il ventisette.
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Commenti (2)
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Ausilia Giordano27 gennaio 2014
Molto profondo il tuo testo, ma quanto dolore per quelle povere vittime e per coloro che ogni anno, il 27 gennaio, ripercorrono quei terribili ricordi!
Bruno Leopardi28 gennaio 2014
Forse ci sarebbe bisogno oltre che del 27 gennaio, anche di altri giorni della memoria. All'uomo non è servito purtroppo anzi, non è bastato l'orrore del nazismo, no, egli ha continuato su questa strada senza freni. E tante volte ancora. Bellissima e di grande valore poetico, come vorrei che la poesia, bella come questa semmai, fermasse odio e orrore.

