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Tu mio Io (non Dio- ramo di troppo nel contesto) mi suggerisci quiete nella comprensione sui particolari dei dettagli chissà cosa esprimerà l'oggettivo di certo non sono nella rete di questo nero inesprimibile, no sirenetto di tuoni e lampi non richiesti tra i rami del mio sentire Così nel riordino dei miei battiti dico: se tu fosti domito, t'inviterei pace oppure di tale speranza, ma non nell'inganno o ancora un prendermi appieno, in equilibrio sulla bilancia In questo chiedermi e rispondermi emerge una voglia di primavera con una libertà nell'interpretarla, che non discuto: Inconscio inizio... allora?
A me da la sensazione di una leggerezza d'anima malgrado il tempo avverso, un voler star bene sentirsi invadere dalla voglia di calore e nuovi frutti (potando gli alberi " rami secchi " si rigenera la pianta) Quando s'installa un download si trasferiscono dati magari emozioni... Poesia che nella fantasia, regala una vasta gamma di immagini!
l'autrice è il saltimbanco della composizione stessa, giocoliere con la verve del verso, trasmette sensazioni uniche, come una protesta aulica a voce alta, quasi la senti, la voce di una letterata dandy della rivoluzione sessantottina, catapultata nei giorni nostri.

