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Riflessioni 28 febbraio 2014 · lettura 4 min · 3761 letture

Terra ciociara

G
Gerardo Cianfarani 88 poesie pubblicate
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Terra degli avi miei a me negata! Da te i passi miei lungi guidava e in altri lidi l’orme mie fissava il fato che ogni vita tien legata. Da te, l’antica gente mia traeva l’umano nutrimento stornellando e sotto il cielo tuo riposando dei dì futuri, sorte non temeva. Pur se consunti l’abito e i calzari, mancando dei raccolti l’abbondanza, pur l’animo s’apriva alla speranza: parevan regge i rudi casolari. Delle stagioni il tempo percorrendo tra risa ed il calor di gente amica, alterna si faceva la fatica: or con l’aratro o il frutto raccogliendo. Quando i campi son zolle odorose e poi che tutte l’erpice sfarina, dimora è del seme ogni china e verde tutto fan l’ore piovose. Or che la spiga d’oro vien recisa, per larga fila vanno i mietitori e sotto il sol cocente son cantori: la fronte china e di sudore intrisa. La falce tengon salda nella mano, dell’altra fan di canna lunghe dita, per téma e far più spiga custodita e al petto la si stringe col suo grano. Poi, che di fascio in fascio vien posata, della sua stessa paglia fan legaccio e coi covoni presi in un abbraccio, ne fanno gruppi con la spiga issata. E vanno i carri lenti verso l’aia, stracolmi delle spighe tintinnanti, che i miti buoi tirano sbuffanti: la trebbiatura è giornata gaia! Dei piccoli, gli occhi fa brillare quel fragorio di cinghie e battitori e lo sbuffar dei logori motori che tutti quei congegni fan girare. Accorre gente a dare il proprio aiuto che d’uso è poi, di certo, ricambiato e da un bicchier di vino rallegrato il laborioso giorno vien compiuto. Ed ecco il lieto suon dell’organetto che la giornata colma e rende gaia, e canti e danze son per tutta l’aia tra risa ed il calore d’ogni petto. Così nei campi va ogni faccenda, che s’anche di sudore, certo, è fatta non v’è nessuno che noia combatta o al quotidiano affanno che s’arrenda. Vita campestre dell’antica gente che dai remoti tempi si ripete con modo ed usi che più si compete e con letizia esprime ciò che sente. Io teste fui... per poco, di tal vita prima d’andar ramingo per il mondo: certo non v’è un luogo più giocondo che dove nostra vita è concepita. Tempi eran quelli che l’umano spirto lode maggior rendeva a sua natura, e non al vago ardor che poco dura ed il cammino asseta e fa più irto. Quel lavorare insieme in armonia sapore dava al pan che s’otteneva e con amore ognun benediceva e briciola giammai si dava via. Ora, che il frutto vien per altra via e nelle case regna l’abbondanza, al godereccio andar si dà importanza e la modernità divien mania. Come in città, qui vita si conduce ed ogni luogo intorno ognun conosce, mentre le antiche arti disconosce: il rilucente nuovo ognun seduce. Del tempo andato restan pochi segni che riconoscer può sol chi lo visse, ché le pupille altrove tiene fisse la nuova gente ad inseguir disegni. Viuzze fangose tra siepi di rovi, percorse da bambino a piedi nudi, nastri d’asfalto sono, neri e crudi e un somarello più non vi ritrovi. Non più diletto prova il giovincello con semplici balocchi o il fido cane, ritiene sian certo case vane andar su prati o in riva a un fiumicello. La fionda, un cerchio, più non tiene cari o per le vie corse a perdifiato... da nuove attrattive è catturato: dal rombo dei motori e i cellulari.
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Commenti (3)

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carla composto28 febbraio 2014

bella terra dove la gente ancora sorride ho parenti acquisiti sempre ospitali e pieni di generosità... bellissimi versi che regalano immagini stupende ...il mio plauso

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sergio garbellini28 febbraio 2014

Una stupenda lirica alla quale risulta difficile fare un commento appropriato in quanto è ricca di particolari e di passaggi della vita campestre così sublimi nella loro bellezza quotidiana che davvero merita una segnalazione. E' stato disegnato un quadro di vita coi pennelli della poesia, versi che fanno vivere il momento della lettura, ogni particolare racchiude una scena di vera bellezza poetica, mi complimento vivamente con l'autore ed ovviamente è mio dovere segnalarla con merito.

Salvatore Masullo7 marzo 2014

Bella lirica! Piacevole il lessico, i particolari, la musicalità e le minuziose descrizioni che colpiscono per il loro calore e per i loro colori! Indimenticabili quadretti di vita che colpiscono cuore e mente!