Infinizioni, tutt'al più
Osservi se c'è ancora un fiato a vorticare lento
su coordinate per poco non remote - o quasi vapore -:
ah, pauvre femme che avanzi di scie testarde,
non sai che non s'azzurra il fumo disinteressato alle mentine.
Definisci, ma chère, tutti gli altri inespressi
e opponi infinizioni al rauco farsi tardi ma
" Ho in gola un evento raffermo - ammetti - che non s'abbina al tempo:
però non urlo, tutt'al più indosso un foulard a pois, un peu noisette"
Comprendi, dunque, il senso strano della fuliggine.
Eppure volano le api.
Chiedi un come, se in sospetto di respiro si può
o se il bisogno era già un nome e perciò s'arrende, l'aria.
Avvisami, ma pauvre, quando avrà delle nuances il vento
così oltre le linee - ti troverà là - si librerà in décolleté l'atmosfera.
Che poi a dire lingua o mento verdi, è la sera. O no?
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Commenti (2)
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sergio garbellini20 maggio 2014
Una riflessione particolareggiata con spunti francesizzati, versi che si leggono tutti d'un fiato per arrivare al concetto che l'autrice trasmette nella stesura poetica. Un modo di fare poesia del tutto singolare, in cui risaltano "uscite" di natura personale che il lettore apprezza per la sua spontaneità. Piaciuta.
Matilde Marcuzzo23 maggio 2014
" Ho in gola un evento raffermo - ammetti - che non s'abbina al tempo:" intensa piroetta del male che non vuol vivere il reale, ma resta in se stesso come un nodo di fazzoletto nelle fauci.
