Sonetto mancato

Fu amore a prima vista là in montagna
quando m’apparve tra la neve alpina,
cappuccio e ben fasciata figurina
e dissi all’or: quest’è la mia compagna!
Oh, quanto rosicchiar come un piragna
la bocca sua, rosa ciliegina:
tra riccioli affiorava la testina
come da guscio mostrasi castagna.
Ma quando soli fummo nell’alcova,
al trarre fuor dal bozzolo quel baco
ed intraprender l’amoroso viaggio...
sorpresa grande fu e strana nuova
trovar quel corpo avvolto in fitto giaco...
ché tutta la sua pelle era un tatuaggio.
Svanì l’ardor nel modo più banale
distratto da quel foglio di giornale.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla composto19 giugno 2014
sono con il bravo autore non capisco nemmeno io questo, a volte, rovinarsi l'aspetto... tutto va vene finché si é giovani ma con il passare degli anni si deformano la pelle non é più elastica ecc... ecc...
