Cuore di Porpora
Carmine Branco
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Si spengono
gli astri
nel firmamento;
scendono
triste lacrime
dal cielo
di lapislazuli.
L'odore
dell'erba
umida,
pregna
di pioggia
candida,
in questa
calda estate,
fa risvegliare
i fantasmi
delle ombre
del passato.
Addio
tristi volti,
fantasmi
che m'odiate.
O Voi
dagli occhi
spenti,
specchi vuoti
che non amate.
Anche se
amareggiato, Io,
il vero abbandonato,
vi ho vegliato
e vi ho amato
nell'esilio
addolorato.
Per voler non mio,
ho tante volte
sbagliato,
come può sbagliare
un misero,
da tanti
vesseggiato.
Mirate e vedete
il dolore
di un martoriato,
reso tumefatto
da tiranni,
di sangue
inebriati,
che ci hanno
derubati degli anni
Nostri migliori.
Ma Voi
non ricordate!
La Verità,
come il celeste
Nepante,
ha cancellato
dalle puerili
menti,
le notti dolci
insieme e,
le tenerezze
tra noi date.
Io sono
oramai il nemico!
L'assente,
come voi dite!
Una borsa
oramai svuotata,
uno zerbino da buttare!
Ma io
non sono morto.
Ha ancora
da cantare
quel gallo,
nel limbo
di quell'orto!
Io sono
ben vivo e,
non danzeran
vittoria,
giuro,
coloro che
han divelto,
qual ladri
della casa mia,
la sacralità
della mia porta!
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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