Zeugma in sottoverso
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Attratto dal titolo, ho letto (cosa che faccio raramente) questa poesia ermetica. Attratto ancor più dalla sincerissima annotazione in bacheca di un poeta bresciano, mi è venuta la voglia (ho dovuto prendere più volte il vocabolario) di approfondire questa composizione in purissimo stile montaliano, direi, e ne ho dedotto che (come del resto onestamente ci avverte la poetessa nella sua nota) è sostanzialmente una (difficile) lezione di retorica, messa in dubbio, però, dagli ultimi versi. Si tranquillizzi il commentatore bresciano: saussurianamente "tout se tient", anche in quella che può sembrare la più astrusa delle poesie ermetiche! (E poi, come si potrebbe negare il suo fascino? "E' l'ermetismo, bellezza! ", direbbe H . Bogart ...)
C'è qualcosa di più della semplice padronanza della "materia" in questa poesia... qualcosa di più della "retorica" che dimostra di saper ben usare, c'è il contenuto, la sottigliezza, e ci sono i suoni... il linguaggio (resta sempre fedele al suo l'Autrice e confesso di invidiarla) e perfino una vena sottile d'ironia, forse perfino sarcasmo. Ci sono tutti gli ingredienti che elevano lo scritto a poesia... quella "cosa" sconosciuta che è sempre piacevole scovare... camminando la notte! I miei sinceri complimenti, chapeau!!!!!!!
