Stasi e guazze
Sarà che è tempo di stasi e guazze
e il sole svolta l'angolo con un riflesso:
benvenuto, souvenir d'istante che poggio
sulle spine della bouganvillea, e addio...
ma " sono stanca dell'estate" anch'io, Brodskij,
e del suo sigmatismo perfetto.
Come dire di un implicito equinozio settembrino
e del solstizio che, in privato, gli farà il verso a Dicembre?
E gli occhi hanno già la forma dei suoni brevi d'Autunno.
Così, lenta la variazione dolce in amarezza, dimenticando:
mantieni il segreto, vecchio futuro, un guizzo. E andiamo.
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Commenti (1)
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Anna621 ottobre 2014
Mi pongo di fronte a questo scritto con la spinta a voler capire... allora mi documento, vado a vedere chi è Brodskjj e scopro che è uno dei massimi poeti Russi, poi ricerco il termine sigmatismo e scopro che è un difetto di pronuncia e che le guazze sono acconciature in uso dalla metà del seicento... Allora cerco correlazioni che diano un senso a quanto leggo e davvero mi riesce difficile. Mi colpisce l'ossimoro "vecchio futuro", torno all'inizio, rileggo con cura, mi arriva l'impressione di un lento cambiamento in atto e un senso di ineluttabilità. Attenendomi al testo, mi domando quale sia il gusto di mettere il lettore nella condizione di doversi documentare, ma forse il limite è il mio. La bravura, qui è indubbia, ma...
