Passioni congelate
Di questo cielo
iniquo ed estraneo
non mi aspetto più niente.
Colgo la luna, complice,
che si apparta
con una nuvola di passaggio
e spande la brina sui fiori
di ginestra,
che ravviva sulle nere sciare
passioni ardenti di lave.
Dapprima tutte le cose
erano colorate dall’arcobaleno
che apriva nel cielo un ombrello
di pace per riparare l’innocenza
della luce sotto il sogno azzurro
degli astri, che ora sprofondano
nel turbinio del firmamento
per creare una nuova stella!
Che ne sarà del mio cuore fugace
se non ci saranno più frecce
nella faretra dell’amore?
Di che si nutrirà l’anima imbelle
se le rose diventeranno tutte bianche
sotto una nevicata di novembre?
Il silenzio rotondo della notte
m’induce ad ascoltare lo sciogliersi
della neve dai petali insanguinati
che ritornano alla madre terra
nella brezza giovanile di mille rivoli
alimentando il fiume sonnolento del mio dolore
come un triste sudario che copre
mille scheletri di farfalle
conservate dalla gelida rugiada
in una teca nel mio giardino,
per cullare il sogno di un volo
oltre la montagna,
che fa da barriera al mio orizzonte
sbiadito.
©
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