Strade notturne

Nell’aria notturna
di un casolare abbandonato
un ragno, ha imprigionato
una goccia di rugiada
in un manto di seta
per illuminare la ragnatela
coi raggi gelidi della luna.
Dai fari lampeggianti
sui cavalcavia:
scendono fanciulle incensate
con le candele accese,
che bruciano spezie d’oriente
e d’altre terre rare
sui confini metallici
delle carreggiate.
Tra le siepi gelate di rose
giacciono mosaici di sogni appesi
che hanno racchiuso parole amare
dimenticato le oscure chimere,
avvolto l’anima in esilio d’amore
per un brivido di neve
che si scioglie
in un frammento del mattino:
e scopre sui seni e sulle mani
macchie nere di catrame.
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