Come se un vaso ciano, made in China
Questo direi se fossi Mark Strand:
" perché amo quel che svanisce" o nel tempo
delle nebbie, come ad un nocciolo " m'infondesti
un sapido gheriglio" se fossi Keats
ma io che sono io dovrei pensarti che sei stato
e scriverne, ingenuamente o trattenere un danno
come se un vaso ciano, made in China, precario
mandassi in frantumi per poi riassemblarlo.
Così tremano le parole. E il caffè al cacao
nella tazzina, a mezza mattina e gli occhi
a rimestare zucchero di canna ed un sommerso.
Tuttavia con la bic- orange - un regalo - la scrivania
a racconto: seduta a sgrammaticarti in trasposizione
affino immagini- souvenir sopra la bocca e le stilo
mentre l'acqua, fuori, si precisa.
Sarà per l'emicrania e un po' di febbre nel respiro...
ad ogni modo - tuona -: lo volevo dire.
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Commenti (2)
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lucio lucentini5 dicembre 2014
Lo strano incontro di colori che si sovrappongono nel presente, un oggetto Kitsch che si frantuma, il presente fatto di oggetti nel’estemporaneo fluire dei pensieri, una scrittura senza rima apparentemente e volutamente disordinata, un quadro surrealista poetico piacevole alla lettura.
valentinatortora9 gennaio 2015
"Trovo questa, una poetessa complessa, raffinata, meditativa. Pochi versi, che inducono a riflettere, con un substrato culturale intenso, fatto di cultura. Non indulgo in altri pensieri, né bado a chi diversamente scrive... Grazie dei versi..."

