Il quando delle fragole (o dei sensi arresi)
Un filtro, se mai dovessi sentirmi come, mi sentirei
su frequenze di gonne – a fiori rossi – e pori.
Urlammo con Ginsberg: ricordi, S. i salti
nelle doppie primavere e i pigmenti degli istanti?
-i riti e noi i ritmi e noi i cinque minuti e poi
“I'm going to Strawberry fields... let me take you down”
a svestire il Tempo, a scomporre le distanze: let me... oh, yes!-
Cambiano, i propositi d'inverno, il quando delle fragole
- e il definito si annoia, ogni volta. Impeccabile.
Un tocco: la routine chiede di me. Sono qui
io, filtro dei sensi arresi. Avanti, sì...ma solo un poco.
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Commenti (2)
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zani carlo14 gennaio 2015
Sì accelera fin quando si può. .ad ognuno la sua stagione... ma anche se i campi di fragole maturano per altri... I nostri li abbiamo goduti davvero.
Pagu15 gennaio 2015
Un lavoro molto particolare e ben costruito. Sorprende il fatto di aver cercato accostamenti di parole non facili, eppure tutto scorre e diventa sempre più interessante.

