Senza vento
L’amore di certo,
non è estraneo al mare.
Che pur concreto, interagisce
con le abitudini umane,
riportando a galla dai fondali
scaffali vuoti, argille spezzate.
Ti sei portata l’odore del vento
e quel profumo d’alghe marine
Che sospingevano la mia nave
Senza un fruscio di vele
Senza l’onda, né lamento.
Con l’aria, che davanti si svuotava
e dietro richiudendo,
scivolava, sul tuo corpo bronzino
nel tepore dei coralli
un giardino fiorito di gigli
del bacio e dell’incanto,
fino a scoprire le radici del grido
nel sangue muto dei pesci.
Ebbri di stelle, cercavamo un guado.
Mille ali di falene
spingono la mia nave, adesso,
senza onda né movimento
scoprendo nel profumo del vento
un giardino di gigli
del bacio e dell’incanto
sgretolarsi tra le rime
d’un verso tiranno che affonda
il verde pugnale dei ricordi.
©
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