Nell'essenza del tuo nome
Navigando, sulle correnti
liquide dell’amore
in spazialità e forme
che l’acqua assume
libera di sorte e di confini,
sono giunto in remoti porti
ognuno con i suoi archi
con il sole a precipizio sui corpi
stesi, su terrazze di luce.
Poi, nei pomeriggi afosi,
e senza imbarchi
per sconfiggere la paura di baciarti
mi sedevo all’ombra di un tressette
cercando nell’armonia delle carte,
il linguaggio muto dei pesci
per leggere nelle pieghe del tuo viso
una domanda che non ti feci
confermando con un no
quello che non ti chiesi.
Infine si sciolsero le cere di corallo
sui bagliori di arancio del tramonto;
le montagne seccarono i fiumi,
il sale seccò nel mare e, a pochi passi,
languirono questi versi: scatole vuote
per catturare un respiro vellutato
come petali che il tuo nome ha sbocciato
nell’essenza della parola, rosa.
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