Al di là della primavera
Scivola il giorno, al di là degli equinozi
al di là delle frescure di brezze
alitate di fiocchi svolazzanti di farfalle
sulle gemme fiorite dei peschi.
Al di là delle viole del pensiero, amaro,
e delle primule nei solchi verdeggianti
che l’aratro ha preparato
per accogliere spighe di grano duro.
Il giorno scivola e ripropone
le aiuole inondate di sangue
che i tulipani hanno versato
nelle oasi di datteri che accolgono
lo strazio delle madri e fallimenti d’amore
di qua e di là del nostro salato mare.
Quando il giorno finirà, e spunterà la luna
le stelle gireranno come saltimbanchi
legati alle pulegge, in un palco
limitato di spine, per turbare il cielo
circondato di feretri fluttuanti
come nuvole di primavera impazzita
nel cuore della gente
che vacilla insonne.
©
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