Amore a rada nei porti
Sarà di nuovo luna nuova
E scriverò il tuo nome sul foglio d’argento
tornerò ad essere il santo da tentare
nell’ acquasantiera dei tuoi capelli umidi di scirocco
Per segnarmi nel petto con le unghie di corallo
la tua bocca fiorita di garofani rossi
che le mie labbra assetate non possono bere
Le tue gambe sinuose nella frenesia dell’amore
donavano alle stelle il chiarore d’alabastro
indicando la rotta dei marinai nel porto
per vicoli illuminati dalle lune gitane
che scoprivano il seno dietro bianche dune d’avorio
spargendo il nettare della passiflora incarnata.
Gli occhi, scrigni d’essenze
recavano l’atmosfera di luci orgiastiche
infiammando l’anima d’aurore nel sangue
Il sesso, giardino di sogni iridati,
inesauribile alveare di miele,
sublime tesoro gravido di peccati.
Un mantello andaluso ti ricamava la pelle
nel tiepido umore di una sorgente ancestrale
che svelava il mistero del torrente alla foce
per ascoltare il canto delle sirene nel mare.
Amore d’amore, nel respiro delle onde
hai spento il faro dell’antico cuore
che non naviga più
Inteso a confidare le ansie del cielo
con la tristezza profonda
che ci ha dato le sue ali
in un tramonto d’alfabeti
vibrante di suoni e di essenze languenti
sul panorama inaridito del mondo
che ha dissolto la sua giovinezza
e sfiorito le rose sulla certezza
di una locanda, ad ore.
©
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