Non sono poeta
Sono un viandante che va senza meta
ma con l’eterna bramosia di trovare,
un contatto diretto con l’amore sulla terra
che ci trattiene con la sua forza gravitazionale
perché tutte le cose rimangano condivise.
Come tutte le cose che calpesto:
dall’erba fresca sui bordi delle strade;
alle assolate pietre giaciglio di serpenti;
alla perfezione onirica delle rose;
ai germogli rampicanti degli spinosi rovi.
Come le cose che incontro sul cammino,
dalle piccole formiche nelle tane,
alle straripanti balene sulle rotte di catrame
che sbattono sull’acqua code sanguinanti
e riempiono di spruzzi arrossati tramonti
annaffiando le radici di tutto ciò che cresce.
Come il mio migrare nel presagio di un ritorno
che insegue il desiderio tormentato e randagio
di abbracciare tutte persone che conosco e incontro
vicine o lontane mille leghe.
Proprio ieri, in un sentimento di pace,
ho abbracciato le croci di coloro
che non ci sono, ma ci sono state
che incontrerò ancora alla fine del percorso
come fa il mare che batte sulle coste
e poi si ritira, ma per ricominciare.
©
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