Il mistero della tua luce
Corre il treno del ritorno
Antares, splende i colori d’arancio
sopra uno spicchio di luna
seminando penombre di seta
e nostalgie di solitudini lontane
per rischiarare il fiume della notte
alla ricerca di un guado per le stelle.
Che farò per queste scogliere salate,
cogliendo boccioli di capperi
e nidi di pesci volanti sui rami
d’euforbie antiche?
Che farò se i tuoi occhi
resteranno chiusi alle luci dell’aurora
e mai potrò sentire sulle mie carni
il calore dei tuoi sguardi?
Tutto parlava dolce di passione,
le palme vibravano al vento
le corde del liuto
facendo di quelle corde
il suono della malinconia.
Ti persi un pomeriggio acceso d’estate
e nel petto arido rimase
un velo nero a coprire la tomba del cielo.
Nessuna notte stellata
potrà rischiarare il tuo mistero:
né potrà seguire il tuo destino
il mio cuore sconsolato!
©
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