Tuncios
Ingalenadi, mama,
gai tottu sas penas
t'immentigas
po unu pagu.
Die manna
po suffrire
notte muzza
po cunsighire
unu mamentu
nessi
'e paghe.
E tuncias
e tuncias
e tuncias
cand'est chi at a finire
custu sighidu patire o
a su mancu
a miminare:
narami, Deus,
narami a mie!
Traduzione dalla lingua sarda
Lamenti
Chiudi gli occhi e riposa, madre,
così tutte le pene
dimenticherai
per un pò.
Lungo giorno
per soffrire
breve notte
per raggiungere
almeno
un momento
di pace.
E gemi
e gemi
e gemi
quando finirà
questa prolungata sofferenza o
almeno
diminuirà
dimmi, Dio,
dimmi!
©
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Commenti (4)
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Giovanni Monopoli5 agosto 2007
chi mai saprà quanto un essere deve soffrire e patire, il nostro amore certamente lenirà molte di quelle sofferenze... pregando
Marco Canonico Baca81755 agosto 2007
Molto sofferta, piena di dubbi ma anche di speranza... letta con molto piacere, col cuore.
Pino Penny5 agosto 2007
molto bella e sofferta... la traduzione toglie qualcosa al suono... ma continua ad inserirla così chi non conosce la lingua (come il sottoscritto) può comprenderne il significato.
Paolo Ursaia6 agosto 2007
Veramente molto, molto bella, in dialetto, ma anche in italiano... versi accorati, pieni di sentimento, eppure eleganti...



