Porcellana d'Egle
Erano nocche di madre di madre
carezze di ciotole sulle braci
e sulle ginocchia abbracci e " duru duru"
su paure di neri capelli intrecciati.
Ghiotta la gatta di mandarini, la buccia:
" guarda e ridi toni da giardino, occhiverdi di sole"
così che nel dopo, dico: cuore tu, saggio carato di glassa.
E poi, sulle braccia
porcellana d'Egle
a scambio e somiglianza.
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Commenti (2)
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carla vercelli20 luglio 2015
Una meraviglia di versi, dapprima poeticamente descrittivi, per poi arrivare alle ultime considerazioni:"cuore tu, carato di glassa" e "porcellana d'Egle a scambio e somiglianza", che danno tutto il sapore di quell'ambiente protettivo e stimolante dell'infanzia, in cui è lecito assumere nel gioco più ruoli per poter crescere creativamente. Bellissima ed apprezzata.
m
mario conti20 luglio 2015
...La filastrocca, mi sembra ancora di ascoltarla tra le insane crepe della memoria. E i tuoi versi mi rendono lo spartito dove seguirla...
