Il vano del concreto
Avere voglia è vorrei
un nonché di osmosi sul se mai
così potrei non supporre flussi di capelli e dita
in un po' di buio quando fuori è ridere di pioggia.
Sottinteso che di te c'è
nel mio fare di iridi al soffitto.
Tutto un attimo prima del sonno
e poi
il vano del concreto che si fa giorno.
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Commenti (3)
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rosanna gazzaniga21 ottobre 2015
I nostri desideri si infrangono sul limite della vita, di quelli altrui... splendida la parte finale: la luce della ragione rende vano ogni desiderio!
Francesco Rossi22 ottobre 2015
In quel momento, prima del sonno, in uno stato di veglia dove i sensi trovano il modo per non essere sollecitati da influenze esterne il sottinteso che di te c'è trova spazio in abbondanza e rimane nel corso del sonno.
Pagu22 ottobre 2015
La notte e i sogni del fare... ma arriva il giorno e la concretezza sparisce, rimane solo un vorrei... vorrei vivere, vorrei amare, vorrei essere quel che in realtà sono. Grande lavoro e se non ho capito bene il testo, chiedo scusa alla poetessa.


