Verrà la notte

Verrà la notte...
e stenderà su me l’opaco manto
e dall’umano affanno il corpo toglie
e in seno madre terra lo raccoglie
e quiete al fine avrà il cuore affranto.
Verrà la notte...
e spegnerà quel foco che arde in petto
e quanto ne forgiò profondo amore
e della voce spegnerà il fragore
e nullo renderà l’umano affetto.
Verrà la notte...
e offuscherà la luce avvolgente
e svanirà la mente nell’ignoto
e del pensiero antico farà il vuoto
e il tutto svanirà... e sarà... il niente?
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Commenti (3)
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Ettore Salamena2 novembre 2015
Piacevole è leggerla, non solo per il suo contesto ma anche per la sua forma poetica che m'incanta!
carla composto2 novembre 2015
una intensa e sentita metafora... lirica incisiva, nella quale il poeta ci rende partecipi della sua visione della fine di affanni, di dolori d'amore, e di ogni cosa che prima o poi svanirà... d'incanto ...molto apprezzata la chiusa il mio elogio
Alberto De Matteis2 novembre 2015
Immagini che coinvolgono emotivamente iĺ lettore per la loro crudezza. E non poteva essere diversamente, trattandosi della fine che spetta ad ognuno di noi. La morte viene vista dal bravo Autore come la notte che tutto travolge ed offusca con la tetra sua ombra. Piace, questa lirica, oltre che per il contenuto, per la rima usata.


