Presagi d'apeiron
Oggi è un Novembre impotente, il ventitré
di un Maestrale prensile d'armonie d'esterno
- che all'interno è un inganno, l'inerzia, e frastorna -
mentre ascolto atomi d'impermanenza, sul bianco
riverso la mia non indifferenza al Tempo
che non zittisce prefiche.
Non risparmia l'amaro della cruna
con il filo inserito, di sbieco, nell'ago.
E dunque premo sul: se solo si potesse presagire
un soffio d'apeiron sui cieli divisi
così che fuoco e terra e acqua e Uomo
siano bios e logos d' Universo.
Ah, dice la penna, se solo potesse
dalla pagina un prodigio...
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Commenti (2)
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Pagu24 novembre 2015
Potessimo scrivere un prodigio... quante soluzioni ai mali del mondo. Una poesia stile Lia che piace per la riflessiva originalità, oltre che per la ricercatezza tipica della brava autrice. Un lavoro che intriga e coinvolge.
Jibi24 novembre 2015
Ah, dice la penna, se solo potesse dalla pagina un prodigio... Tu Lia fai veri prodigi poetici cara.

