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Natura 2 dicembre 2015 · lettura 3 min · 1473 letture

Il sassolino

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Gerardo Cianfarani 88 poesie pubblicate
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Raccolto ho sulla spiaggia un sassolino come se fosse cera levigato, dalle schiumose onde sballottato che lì parea finisse il suo cammino. A lui ho chiesto mi dicesse quanto nel suo ruzzolar per valli e monti, furia di venti oppur rossi tramonti, grida udisse oppur d’amore un canto. -Dall’alto d’una vetta e tra la neve mi spinse forte a valle una tempesta che grande molto più di quanto resta pesante ingombro avevo che ora è lieve. Dall’acqua fredda ancora più del ghiaccio avvolto fui e poi rimescolato, da rivolo cadente strapazzato come se piuma fossi oppure straccio. Finito poi che fui dentro un ruscello greggi e farfalle ornavan quella riva: un cielo azzurro tutto ricopriva, stendeva la natura il suo mantello. Nell’aria profumata un volteggiare di bruni e cinguettanti passerotti e con la luna illuminar le notti udii di grilli e rane il lor cantare. Udii delle cicale il mormorio che il sole tempestava di calore; d’armenti il piede e del lor pastore mosso e rimosso fui dal calpestio. Venne tempesta e forte cadde pioggia, da vorticose acque fui rapito e in fiume ebbi allora nuovo sito. Vidi di piante e fiori grande foggia e il vento udii soffiar tra quelle fronde e il sussurrar d’amore degli amanti; dei bimbi vidi i dolci lor sembianti ed il sudor della rugosa fronte raccolsi dei braccianti in ampio campo intenti a procurar sostentamento; urtai e rimbalzai contro il cemento che all’acqua crea innaturale inciampo. Avvolto fui da screzi e sporche acque che l’uomo senza cura ognor disperde e quanto a lui avanza lì si perde rendendo del doman le sorti vacue. Girando e rimbalzando miglia e miglia per quanto tempo chi potrebbe dire: ché a natura ognun deve ubbidire perché del Creatore è degna figlia. Mi ritrovai su spiaggia assolata dalla cullante onda rinfrescato: il mio percorso lungo e travagliato al fine aveva posa sospirata. Ora contemplo quanto è grande il mare con l’incessante moto delle onde; vedo lontano l’innevato monte dove principio ebbe il mio vagare. Tra queste sabbie giaccio riposando il lungo ruzzolar per valli e monti, tra gli argini fioriti e sotto i ponti, da vortici percosso e rimbalzando. Gioiose sento intorno voci liete che godono del mar la dolce brezza e il calpestio a me è dolce carezza d’una fanciulla il tenero suo piede.
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Poesia partecipante al Premio Scrivere 2015

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Gerardo Cianfarani
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Commenti (2)

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Alberto De Matteis2 dicembre 2015

Veramente bella e suggestiva l'immagine del sassolino, che, dopo tante traversie, trova la pace nel mare immenso. Una lirica, metafora della vita, dalla struttura piacevole, con quartine a rima incrociata e dal ritmo musicale e scorrevole. Esempio da seguire.

carla composto7 dicembre 2015

una bellissim metfora che rappresenta i percorso della vita... con l'immagine di un sassolino ...bella musicale e sentita il mio plauso...