Solitudine di un lago
Franco Scarpa
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Sull'ampia solitudine di un lago
si spengono i giorni come faville,
ove un tempo per sortilegio il mago
tinteggiò d’iride le tue pupille;
ora scorgo la tua bocca desiosa
nell'ondeggiare di una ninfea rosa.
E destato il mio pensier si rinnova
con la veste di farfalla screziata,
che nel respiro del bosco si trova
sulla corolla di un fior adagiata;
travolta dalle grazie del narciso
cercando l’ambrosia del tuo bel viso.
Nel periodo estivo vario sembianza
in un cerbiatto all'orlo del ruscello,
ad ascoltare se il tuo passo avanza
con soave camminata dal castello;
mentre arrivi col tuo giocondo trillo
fra nontiscordardimé io son arzillo.
Sul declino, con ali di sparviero
volo tra i sommi raggi del tramonto,
lassù, fra gli erti monti, ove di fiero
splendor stella alpina non ha confronto;
finché trafuga il drappo della luna
candida purezza a te si accomuna.
Infine, quando perviene l’inverno
muto in scoiattolo nel torpor dell'anno;
perché nel nido ogni momento è eterno
e sui bucaneve i miei sogni stanno:
Tu, ninfa che vagheggi fra le brine
e donna amata dal cor senza fine.
©
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L'autore
Franco Scarpa
Salve a tutti, sono nato a Venezia nel 1965. Nel mio percorso di studi ho conseguito il diploma di maturità professionale come tecnico delle industrie chimiche, un interesse che continua a gratificarmi sia nella vita che nel mio ambiente lavorativo. La letteratura è da sempre una mia grande passione, in particolare la
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