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Amore 15 luglio 2026 · lettura 3 min · 57 letture

Nox, custodia animae

Franco Scarpa 229 poesie pubblicate
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Nera la notte scese sulla terra, senza rumore, come pelle che sfiora, venne da lui dal fondo delle ombre con una luna nascosta nel cuore. Donna- Notte, regina del silenzio, disse all’uomo: «È giunto il tuo momento. Lascia la strada, lascia il tuo cammino, vieni con me oltre il velo del tempo.» Lui le rispose: «Donna della notte, io conosco il tuo regno e il tuo richiamo, ma ho ancora fuoco dentro le mie vene, e un altro giorno ancora io lo chiedo.» Allora lei chiamò dal bosco antico la Civetta dagli occhi della memoria, e l’Assiolo, voce sciolta nel vento, custode delle ombre e della storia. Salirono nel cielo senza guerra, senza sfidarsi, senza odio o rancore, una portava il peso del passato, l’altro il desiderio d’amare. Volavano lontano sopra i monti, dove la terra incontra le stelle, e sembravano due anime smarrite ritrovare le proprie sorelle. La Donna- Notte guardò verso l’uomo: «Dimmi perché vuoi ancora restare. Che cosa cerchi nelle mani del mondo, se ogni cosa è destinata a finire?» E lui rispose con voce profonda, come un fiume che nasce dalla pietra: «Non cerco gloria, né ricchezze d’oro, né una corona sopra la mia testa. Cerco due braccia che sappiano tenermi, un volto amato accanto al mio respiro, cerco una donna che quando cadrò possa chiamarmi ancora col mio nome. Non temo il buio che verrà domani, né la terra che mi accoglierà. Temo soltanto una vita vissuta senza qualcuno che mi amerà.» La Civetta tornò sopra la quercia, l’Assiolo cantò nella vallata. Nessun vento spezzò il loro volo, nessuna ombra li tenne separati. Donna- Notte allora abbassò lo sguardo: «Hai compreso ciò che pochi sanno. Non è la morte ciò che spaventa l’uomo, ma il non aver vissuto il proprio anno. Vai dunque avanti, figlio della terra, porta con te il calore del giorno. Io non inseguo chi vive davvero, perché ogni vita ritorna al mio sonno.» L’uomo riprese la sua lunga strada, con il vento che gli sfiorava il volto. La Civetta e l’Assiolo volavano in alto, oltre il confine del cielo profondo. E quando la notte abbracciò la montagna, e il silenzio tornò sopra ogni cosa, la prima stella apparve nel buio: piccola, eterna, accesa come un sì.
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L'autore
Franco Scarpa

Salve a tutti, sono nato a Venezia nel 1965. Nel mio percorso di studi ho conseguito il diploma di maturità professionale come tecnico delle industrie chimiche, un interesse che continua a gratificarmi sia nella vita che nel mio ambiente lavorativo. La letteratura è da sempre una mia grande passione, in particolare la

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Commenti (1)

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Stefana Pieretti18 luglio 2026

che meraviglia questa poesia! Un incanto in ogni verso un susseguirsi di emozioni bella, bella, bella, elogi di cuore.