Satira per una estate
Carmine Branco
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Rammentero’
quest ‘estate
Con i suoi profumi
e i suoi colori;
tratterò il respiro
per conservarne
l'odore per sempre.
Son venuto
per vedere gli occhi
di mamma mia,
conscio che
potrebbe essere
l’ultimo addio!
Ho provato rimorso
per non esserle
stato figlio,
se non ingrato.
Io, che non ho e,
che non sono
più padre,
se non
di cognome,
ho avuto il libello
di ripudio da chi
mi diede e a chi
Ho dato spoglie,
a cui il mio volto
ripugna si tanto
da toglierle,
al solo sguardo,
l’appetito!
Ma che carogna
Io sarò stato,
in questa e,
in qualche altra vita,
che ne dite?
Se pur chi
mi ha accolto
di fatto e,
non per diritto,
odia, di me le ossa,
tanto da essere
anche indegno
del rispetto
dato al maggiordomo,
non già ad un putativo.
Si! Questa estate è stata
unica ed irripetibile,
per un plebeo,
pezzente e puzzolente,
quale io fui e sono,
che altro non ha dato,
se non forse l’alma
al diavolo, insufficiente
a quanto pare,
a concedere
soddisfazione
ai posteri di oggi
e a quelli di ieri.
Ma se parola
potrò proferire
sul mio destino,
sceglierò di terminare
questo viaggio
nel modo più consono!
Mi lascerò affogare,
si alla lettera,
in un dolce sonno
di torpore ed oblio.
E a damnatio
memoriae
per come nacqui,
mi portai e fui.
🌐
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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