Cocolla, malgré moi
Si cocolla - en souplesse e malgré moi, viene da dire -
un raduno di perché mi sia, in un recinto
di ciechi vagiti, in fila, con sassi
e una copertina per l'alzarsi d'api.
Ma l'ebbrezza dei semi a promessa, dov'é
mi chiedo, il sì che l'oasi feconda, dove?
Che non amo, so, sterili diapause di linfa
ora che tempo ormai non è d'ora panica.
Prima di supporre più d'un così bianco
m'avanzo d'asindeti per due
o tre giorni ancora e: vento, gocce, germogli, luce
e poudre d'herbe de blé per la scocolla.
E poi chissà se...
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Commenti (1)
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carla vercelli1 dicembre 2016
Mi viene da pensare, leggendo versi così densi di garbo e autoironia, che sarebbe il caso di "scocollarsi..." (parlo soprattutto per me, lettrice). La stasi non è a lungo proficua, forse i surrogati suggeriti dalla poetessa possono aiutare, forse, chissà... Molto piaciuta ed apprezzata!
