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Dialettali 15 ottobre 2007 · lettura 1 min · 2655 letture

Su fadu tzegu

L
Lia 827 poesie pubblicate
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Fadu tzegu, chi no abbaidas a inue no est beru; su caminu connosches po sa malasorte e miras a chie. Aidos abberis liberende penas e sufferentzias: e prim'una e poi s'attera e s'attera ancora: a palas a terra pones sempr'unu. In benuju ti naro: bastat! Istregiche sa mira antzis no abbaides a niunu. Traduzione dalla lingua sarda Cieco destino, non è vero che non guardi dove andare: la strada conosci per la malasorte e colpisci chi hai scelto. Apri i cancelli e liberi pene e sofferenze: e prima una e poi l'altra e un'altra ancora: con le spalle a terra è sempre uno. In ginocchio ti dico: basta! Sposta la mira anzi non guardare nessuno.
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Commenti (4)

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L
Laura Cappellini15 ottobre 2007

difficile sperare di esser immuni da problemi e disgrazie... ma l'autrice si ribella al solito destino, con la volontà possiamo lottare.Originale e musicale nella lingua sarda, ma ho potuto apprezzare la traduzione... una poesia anche così.

M
Maria Francesca15 ottobre 2007

Ha il sapore di una saggezza antica questa poesia. Il destino che a volte sembra guardare con freddezza puntigliosa gli uomini colpiti da situazioni avverse. Quante volte ognuno di noi si è trovato a sentire quasi una persecuzione in momenti particolari!

Carla M Casula6 ottobre 2009

Sono versi marcatamente espressivi che incidono l'anima come un bisturi. Una riflessione graffiante ma ponderata, una richiesta, forse una preghiera... amara ma molto saggia. Un componimento poetico che induce il lettore ad intimistiche riflessioni. Di gran pregio.

iezzi giampiero6 maggio 2011

La morte per tutti arriva comunque benvestita. A molti fa scegliere come morire vergine, in piccionaia, bruciati spersi. Io, sono anormale, forse come tanti altri che un Dio ha disgraziato la vita in modo diverso per anni vestiti da secoli nel bagno maria a fuoco lento basso costante per saporirci a leccornìa la morte che pare non arriverà ...MAI!