Dicembre, a chiamare
Cielo che sbianchi
con il tutto è compiuto: erano nostri
i polsi di latte, colmi di casa materna
in attesa di un dove per sconfini d'amore
- ci contenevi nel celeste e nel rosso
degli attimi che eravamo, idee di stelle -
Ora sei vuoto d'Autunno, a mancare,
foglie e parola.
E quanto s'alza, Dicembre, a chiamare un nome
in quel silenzio di rose, fiato di legno.
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Commenti (2)
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Marinella Fois5 dicembre 2016
versi tristi, emozionanti: bella chiusa... e quando s'alza, dicembre, a chiamare un nome in quel silenzio di rose, fiato di legno...
a
andrea ristori7 dicembre 2016
Ho sempre avuto la sensazione che le stagioni fredde accelerino il tempo, mentre quelle calde lo rallentino quasi a crearne un ristagno; questa meravigliosa poesia mi conforta in tal senso.
