Dalla soglia, eterni
Che poi hai cognizione
del limine dei fondali: è scampo, leggerezza
di giorni, qualcosa di tutto nel vento che guarda
le onde dei pesci, i becchi sui frutti, insolenti
e le gocce dalla parte dei semi. E le cime. E le nevi.
E le pupille dei rami e i liquorosi tralci, sarmenti.
E le rime d'erba e le ombre di nebbia. Un canto
di viaggi ed incensi.
Tutto è d'attimi dentro, di fughe e storie di rientri.
Guardali, dalla soglia, eterni.
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Commenti (1)
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Marinella Fois21 dicembre 2016
Sembra un viaggio attraverso la natura... che diventa eterno canto.
