A domani, o fino a
Di tanto in tanto palpito mirra e aloe
pur se rifrango al dopo, le cento libbre,
su microcosmi ombrosi e impersuasive nenie.
Anche su iridi apocrife - ma qui, sottovoce, mi contengo.
Sai nulla tu, Simeone, del mio " nunc dimittis"?
Sono molli le ore custodite e, scosceso,
fuori di me anche il buio è suono:
sentirlo, vicino, specchio in semitoni
antiche percussioni che, a dirla, un tuono sembra poco.
Oh, alla fine, spiriti buoni e materna dottrina
del "non tono che il fare": come un mantra
biscotti al cacao e fragola - Om - domani.
Allora, continuum, a domani. O fino a...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
a
andrea ristori11 gennaio 2017
Tanti colori, densità concretamente astratte, il buio è il pigmento del silenzio, ma mutante eone nel suo contrario, il finale riconduce al gusto inevitabile e incontrovertibile per la materialità, almeno fino al domani che non esiste.