Nell'ancora adesso
In quel Gennaio di condensa
ché vampa di vetro erano le ciglia
cogliesti fiati d'inverni e bassi orizzonti
nella mia stanza d'attimi d'ortica
e mal di lacrime tra soffitto e sera.
Ora ti so istante di freddo vinto, dissodato inverno
di un autunno sottosopra, in quel che resta di fili d'erba.
Tanto, nell'essere ancora adesso, non seppi dire
d'arcani intrecci di respiri alla distanza che tu
soffio caldo alle ciglia della mia stanza.
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Commenti (1)
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andrea ristori16 gennaio 2017
"... e mal di lacrime tra soffitto e sera." capolavoro di poetica noir. La morsa che stringe la mente con un peso invisibile e oscuro, l'antimateria anamnestica.