Senso di mezzo inverno
Simbolo di vortici e frantumi è il serrato
esilio di luoghi e d'ostaggi
nell'universo sottratto agli azzurri:
salgono spazi alla sinistra del Padre quando
orrifico è il responso di lune scure e bianche notti.
Di grazia assente, indifese
ipostasi in trame di croci.
Mondi da restituire e fili di luce
erano le memorie e gli stupori
zittiti d'avvenire dall'attimo che s'apre
zumando neve: finirai mai,
oscillare di crisantemi su intensità di rose?
Ieri, le mani a meditare soglie
non indotte e poi ritorni e bivi
vicoli e penombre e lo spartire impronte.
Ed ora, in questo incupirsi di rotte
rosse di vuoti che riprendi a torto,
non ci sei debitore di tempo, inverno,
o noi solo corpi di un Fato d'interdetti sogni?
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Commenti (3)
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Franca Mugittu22 gennaio 2017
L'universo sottratto agli azzurri... bei versi, bella immagine di un cielo cupo, invernale d= debitore di sogni" Elogio
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andrea ristori24 gennaio 2017
E' vero, l'inverno rende il tempo inane prolungandone però la misura, inesausto rigoglio occulto di colori in divenire.
Francesco Rossi2 febbraio 2017
Una poetica dove gli aspetti essenziali fanno da cornice a un contenuto che rivela spiccata interiorità, si evince nella chiusa tutto il valore delle memorie e degli stupori. Un legame poetico con i sogni da parte dell'autrice.
