Di tutti che siamo qui
Potessero riconoscersi nelle Tue braccia tese
gli spiriti di nuvole ed insetti,
nei paradigmi di sementi a somiglianza
nelle stagioni dei saggi filugelli
ma si muovono mamertini, i venti
nel tempo Tuo di luce e Tu che già sai
di un'imperfetta Thule in cantico di deserti
e di alberi e acque e azzurri, il pianto.
Di tutti che siamo qui, carezza
Amore di chiodi che trabocca
i nomi che hanno scritto cenere
ché così morto è il senso dei Tuoi polsi.
E ascolta
©
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