Il tradimento d'Ippocrate
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (4)
Versi carichi d'amarezza, di aspra condanna, sussurrata, non urlata; si sente la ferita nell'animo dell'autore per certe storie di ordinaria disumanità.
La professione medica a volte perde la reale collocazione.Dovrebbe essere una missione come indubbiamente dimostra l'autore con la sua poesia-denuncia.E' molto difficile essere nel meccanismo attuale e non condividerlo.Comprendo lo scoramento.Questi versi ci dimostrano la sensibilità dell'uomo con il camice bianco.Apprezzata e condivisa.Magistrale
Poesia di coraggiosa denuncia, di vergogna non taciuta per chi crede ancora nella deontologia e nell'etica, nel giuramento d'Ippocrate ma soprattutto nell'essere Uomini fino in fondo. Una Grande poesia che tocca attualmente i miei nervi scoperti e mi regala, nonostante tutto, un sorriso per certi valori ribaditi con forza da chi svolge egregiamente il mestiere di Uomo. Come lo splendido e vero Autore di questi bei versi d'elevato lessico ed immensa profondità. Grazie.
letta e riletta questa poesia dà la dimensione della umanità dell'autore che si allontana sempre più da certi comportamenti che amareggiano la vita di ogni essere fuggendo lontano da simili avventure

