Respiri d’albeggio
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Sarò sincero (come sempre): raramente leggo le poesie di Lia, perché sono solo un lettore medio( cre) che intuisce la bellezza delle sue opere, ma che non riesce a coglierne che molto superficialmente il contenuto. Mi accadeva, da giovane, spesso anche con Montale, e ciò che riesco a dire è che lo stile di Lia assomiglia un po’ a quello del grande ligure, soprattutto per la palese e compiaciuta ricerca di parole rare, che obbligano a consultare un buon dizionario (questa volta ho appreso il significato, finora da me sconosciuto, di "càmole") . Leggendo Lia, otteniamo sempre un sicuro risultato: ampliamo la nostra conoscenza dell’italiano.
...Bellissima la metafora delle càmole... dà propriamente l’immagine dello strepito che fanno i pensieri quando si urtano nel pozzo della nostra mente... e ben vengano i respiri dell’albeggio...; un plauso alla Poetessa.
Vorrei spezzare una lancia in favore di Lia (che certo non ha bisogno delle mie parole) perché non gradisco un certo continuo, monotono e stucchevole criticarla per il suo modo di scrivere. Non piace? La si lasci perdere... Ma se, come a me, piace tantissimo non vedo perché continuamente discuterla o, peggio, prenderla in giro fingendo una critica che tale non è. Se poi scomodiamo anche Montale... Ma a Montale non hanno dato il Nobel per la ricercatezza del suo vocabolario bensì per i suoi contenuti e per la sua poetica. Insomma, piaccia o non piaccia, Lia è Lia e secondo me è molto ma mollto capace e le sue poesie arricchiscono questo bel sito che tutti concorriamo a fare e, spero. amiamo.