Temperie, a dischiudersi
E se poi non fosse più
tempo che inventa intemperie
- in forme da sfrangere in luce -
sarebbe riverbero dove sperdersi sguardo:
dai tuoi vorrei snebbianti
così poco, di ieri, è mutato abbraccio di brume.
Smemorare pareti di nubi in adorno di brezze ascendenti
e clematis malva che ti misura
nell’ora degli echi della pioggia.
E se ancora piove, temperie a dischiudere, tu
ché breve è la sera.
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Commenti (1)
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sergio garbellini23 novembre 2017
Una lirica molto intensa e riflessiva, passaggi di sensazioni causate dal tempo, argomenti originali che coinvolgono e fanno pensare a mutamenti improvvisi che trascinano e sconvolgono la mente. Descrizione alquanto ermetica per la sua caratteristica fantasia, però ricca di fascino poetico.