Un faro metafisico
Mi sono perduto troppe volte
sulle correnti tiepide dell’aurora
con le orecchie tappate di vento e,
sulla lingua, il polline amaro
della delusione
per inseguire sorrisi metaforici
di veneri senza volto.
Ora, che siamo giunti in porto,
ti chiedo, anima,
che me ne fai ammenda,
se siamo ancora in tempo
a costruire un faro, metafisico,
sulle sponde del mio cuore in affanno
per illuminare banchi di nebbia
nella passione
e scongiurare naufragi di sangue.
©
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