Quella nota dissonante
Spesso ci si sente
come quella nota dissonante,
che resta incisa nella mente,
quando tutt’intorno vi è armonia
ma tu vi incappi, dissolvendo la magia.
Si intravede in un’espressione
o solo nel mezzo di un’improvvisazione,
dove, ad ogni cosa messa al suo posto,
un acuto stridore la nota stonata ha anteposto.
E può accadere così un di,
nel mezzo di rincorse e di frastuoni,
di sentire, altresì,
assordanti stridori di emozioni,
fuori luogo e senza apparenti correlazioni.
Solo un pensiero,
che sa di riflessione,
risolleva la mente da quella spiacevole inflessione!
Senza la nota dissonante
neppure l’eufonia si apprezzerebbe
perché solo il contrario delle cose
le rende appieno sì armoniose.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano14 febbraio 2018
Azzardo un commento, anche se ultimamente ho l’impressione di non essere sempre tanto bravo nel cogliere il vero significato di alcune poesie. Ma questa composizione è chiarissima, e i versi sono accattivanti perché, pur essendo metricamente disuguali, formano gradevoli giochi di rime. La poetessa pone l’accento sulle "note stonate" che, in vari contesti sociali, ci capita a volte, a malincuore, di produrre, danneggiando così l’armonia della situazione. Ma non bisogna mai disperare perché, ci ricorda filosoficamente l’autrice alla fine della poesia, "senza la nota dissonante, neppure l’eufonia si apprezzerebbe, perché solo il contrario delle cose le rende appieno sì armoniose" .