Sedimentare di frustoli
Questo tumulto d’isola
è un disporsi alla sconoscenza
un non venirsi su confini del senza te che accade?
Eppure era un sedimentare lento
di frustoli di diatomee, valve
in simmetria, prezioso microcosmo, e tu
che erravi sul fondo a rendere grazie ai palmi.
Ma i battiti - che insolubili, muovevi - come conchiglie
perdono, nei flutti, il suono
che il fragore t’irraggia ancora, controvento,
su erte rive che scivolano il tempo.
©
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Commenti (3)
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poeta per te zaza8 aprile 2018
Sentirsi isola autonoma senza dipendenze da confini altrui, con una raggiunta indipendenza del vivere, che scrolla da sé i sedimenti di quel microcosmo che si credeva prezioso, tra palpiti che non riecheggiano più insolubili (tranne controvento) ma “scivolano il tempo” dalle sue erte rive… inaccessibili.
r
romeo cantoni9 aprile 2018
...Eppure era un sedimentare lento di frustoli di diatomeee,...; stupendo!
Matilde Marcuzzo10 aprile 2018
cara le ultime due strofe sono magistrali. ho sentito ...il tempo e il dolore... l’amore... che va via poi ritorna. s+ f

