Il grande vecchio

Non so più se faccio cenni al cielo
o se incido graffiti sulle sue pareti
già la primavera declina in questi luoghi
dove è rimasto un poco di me stesso.
La mia storia è la storia del mondo.
Di polvere, indifferente, prosegue
il ballo della morte senza tregua
più non mi parla la voce della sapienza
né mi consola il canto di un poeta amico.
Le rose allora le volevo eterne
ma non dispera ancora l’impigrita saggezza
di fronte al grande vecchio paziente.
Vedo l’albero eterno come non mai
a ripristinare un integro equilibrio
nel centellinare irripetibilmente
l’esemplarità dell’esaltante miscela cosmica.
Questa è l’immagine che vedo
forse, se escludo la vita, è tutto ciò che resta
una voce cui devo ancora ubbidire...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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