Sorprendentemente banale
Cos’è una storia se non un ammasso di ricordi?
Cos’altro se non un coacervo di emozioni?
Ricordi ed emozioni insieme assemblati,
adescati e confluiti
nei bisogni realmente appagati
o talvolta in desideri irrealizzati.
Una forza attrattiva come quella gravitazionale,
un suono cadenzato di una melodia surreale
oppure, di un evento, il significante più congeniale.
Una storia è composta di riflessioni,
forse di maldestre confessioni
fra ciò che è stato archiviato,
che fa parte del passato
e susseguenti catalogazioni di vissuto.
Ritrovarla nel palmo di una mano,
ovvero nascosta in quel ricorrente sogno profano
che, come una casa dalle fondamenta sorretta,
nelle vene di una notte buia si ... inietta.
Emozioni belle e brutte,
di quel giorno speciale
o di un altro che è stato conflittuale,
di una sequenza di baci e di abbracci
o di una indolenza di parole e rinfacci.
Un agglomerato di percezioni e accadimenti
trasfusi nel destino di ciascuno;
cos’altro è una storia se non tanti contemperamenti
che la vita accumula come in un raduno?
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