Un tempo burlone
Quel giorno ho contato le ore
e poi i minuti composti di interminabili secondi
che mi distanziavano da te.
In quell’attesa, un vorticoso ammasso di pensieri
arrovellava la mente assetata di emozioni,
mentre fissavo il mio tempo di flemma
che mi appariva intriso di ambizioni.
E poi quel reciproco guardarsi
aveva bandito ogni azione,
sedato le aspettative affaccendate
assegnando un senso a quell’unione.
Le chiacchiere parlate,
che si erano quel giorno a lungo intervallate,
parevano durare un solo istante
benché concentrassero ore di presente.
Eppure era quella stessa sequenza di secondi,
prima di te lenta e cadenzata,
ad apparirmi in tua presenza
cosi spietatamente accelerata.
Mai come quel giorno
la percezione di un tempo burlone
fu capace di ingannarmi lentamente nell’attesa
come di affrettare prepotentemente
ogni istante condiviso delle nostre risa.
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